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Ci sono
vite che parlano! Anche senza troppi discorsi.
Irradiano fascino, comunicano senso, suscitano Speranza. Non brillano di luce propria, ma riflettono una luce altra. Sono dunque una minaccia per le tenebre. Per questo le esistenze profetiche inquietano le coscienze sopite e insieme attirano su di sé minacciosi sospetti.
Così Giovanni, “testimone” (martire a dire il vero nell’originale greco! ) della luce di Gesù, invita alla conversione e innesca, suo malgrado, l’inchiesta che lo vede protagonista. Pressato dalle autorità giudaiche e dai loro inviati, il Battista descrive sé stesso mediante la ricerca della verità e la percezione di una sproporzione. Questo gli consente di trovare la propria identità.
Egli sa di essere parola animata
dal Verbo. Si conosce come
voce che amplifica il grido per “Colui che deve venire”. Silenzia così gli inquirenti, traendo una nuova occasione di comunicare.
Chi annuncia? Unito ai richiami dei testimoni della storia, il grido si dilata: prepariamo la via a Colui che immerge nello Spirito…
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio! Gv 1,19-28
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose:
«Io sono voce di uno che grida nel deserto:
Rendete diritta la via del Signore,
come disse il profeta Isaia».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Silvia Meroni, Ausiliaria diocesana.