5. SAN GIUSEPPE: modello di genitorialità
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4. SAN GIUSEPPE: modello di vita secondo lo Spirito
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E’ l’ordine che il Signore rivolge a Giuseppe tramite il suo angelo quando, per la seconda volta, lo visita in sogno. Quello che più colpisce e interroga è la prontezza e la docilità con la quale Giuseppe obbedisce: senza esitazione, senza farsi domande sulle difficoltà cui sarebbe andato incontro: «Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode» (Mt 2,14-15).
Non è facile comprendere cosa ci sia stato nella mente e nel cuore di Giuseppe al suo risveglio…Immagino un conflitto di pensieri e stati d’animo diversi ad un certo punto illuminati da un unico grande desiderio: lasciarsi docilmente guidare da Dio e dal suo Spirito, da quel Dio di cui Giuseppe aveva imparato a fidarsi e della cui bontà, fedeltà e compagnia aveva fatto già esperienza quando, fortemente angustiato davanti all’incomprensibile gravidanza di Maria, per la prima volta gli aveva rivelato la sua volontà attraverso un sogno.
3. SAN GIUSEPPE: l'uomo riconciliato con la sua debolezza
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In quel silenzioso abbraccio che ciascuno – ne sono sicura – vede già davanti a sé se soltanto lo richiama alla memoria, c’è tutta l’essenza dell’Amore gratuito, di cui il perdono è il vertice più alto.
È l’Amore del Padre nei confronti del figlio che s’era perduto, certo; è l’amore del figlio che ritrova il legame costitutivo nei confronti del Padre; ma è anche amore del figlio per sé stesso, non possiamo negarlo!
Dentro quell’abbraccio sta la possibilità di ricominciare ad esistere da figli amati e amanti.
2. SAN GIUSEPPE: l'uomo del dono totale di sè
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Inizio, allora, anch’io citando una frase, biblica: “Dio ama chi dona con gioia!” che ritroviamo nella seconda lettera ai Corinti scritta da San Paolo.
Pensando alla figura di S. Giuseppe, così come proposto nella lettera del Papa, non si tratta solo di donare cose, tempo, denaro o altro, ma la vita stessa. Prendendo a prestito l’immagine di un albero: non si tratta di donare solo un frutto o un ramo, il tronco … ma tutto l’albero, e a partire dalle radici!
A questo proposito, ricordo un piccolo racconto popolare cinese dal titolo “Bambù”. Protagonista un albero che si lascia fare dal Signore che ha bisogno di lui: viene abbattuto, spogliato delle foglie, spaccato in due, estirpato il cuore … ma così facendo, collegato alla fonte, diventa un canale per portare acqua al campo arido.
1. SAN GIUSEPPE: l'uomo dal coraggio creativo
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Poi mi immagino Giuseppe che cammina un passo dietro l’altro, un giorno dopo l’altro, obbedendo a dei sogni che gli indicano strade inedite ma certamente inaffidabili. Dopo la lettura del Patris Corde lo sorprendo proteggere Maria e Gesù con tutte le sue forze perché affidati alla sua responsabilità, alla sua cura, alla sua custodia, con una tenerezza e una dedizione che scaccia ogni desiderio di emergere e di essere uno che si distingue dagli altri.
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