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AVVENTO/1: sperare con gli hibakusha

hibakushaNel cuore della sezione che Isaia dedica agli oracoli sui popoli stranieri (Is 13-27) è annunciato il giudizio di condanna di diverse nazioni. Babilonia, città splendore dei regni, cadrà in rovina. Il profeta riceve questa visione in un contesto di grande tumulto politico e sociale ed è palese il senso: la superbia di Babilonia è illusoria poiché la vera potenza appartiene a Dio, sovrano di tutte le nazioni. L’orgoglio babilonese è destinato alla distruzione totale che ne segnerà l’oblio e la desolazione per sempre. Il giorno del Signore è descritto come un momento di ira, di sdegno e furore, durante il quale la terra sarà ridotta in un deserto e i peccatori sterminati. Oscurità e caos simboleggiano non solo la caduta fisica della città, ma soprattutto la fine del suo dominio e della sua prepotenza. Dio stesso abbatterà l’arroganza dei tiranni. 
Di fronte a un messaggio così duro chi può sperare?

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AVVENTO/2: sperare con il medico Graziella Fumagalli

graziella fumagalliGli ultimi versetti del cap. 19 di Isaia sono un’escalation di speranza e pace.
- Una strada farà viaggiare tutti ovunque: “L’Assiro andrà in Egitto e l’Egiziano in Assiria” (v. 23)
- Israele troverà il suo posto tra tutti i popoli: “sarà il terzo … una benedizione in mezzo alla terra” (v. 24)
- Tutti saranno benedetti: “Benedetto sia l’Egiziano mio popolo, l’Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredità” (v. 25)
Sogni di facile ottimismo? Desiderio o illusione?  Giubileo 2025 che non cambierà la vita?
Si infligge una sferzata allo scetticismo se si accetta di essere speranza per tutti? Accade se si offre la vita? Ne era certa Graziella Fumagalli, nella terra africana degli anni ’90. 
Nata nel 1944 in una cascina di Casatenovo (Lc) cresce sapendo che la fede in Gesù non si sottrae al povero e ad ogni forma di ingiustizia. Dopo gli studi commerciali, lavora in fabbrica - come si usava allora in Brianza - per sostenere la numerosa famiglia. Presto in lei si fa luce un progetto.  Studia di sera e consegue la maturità scientifica; si paga gli studi universitari come lavapiatti; dopo la laurea in medicina si specializza a Parigi in chirurgia infantile e medicina tropicale, sempre mantenendosi con umili lavori.

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AVVENTO/3: sperare con Gandhi

gandhi“Ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci”
Verrebbe spontanea questa domanda: “Ma come è possibile essere pronti all’azione di Dio senza conoscerlo?” Isaia, con la Sua Parola, dà una risposta che apre il cuore alla speranza: Dio, nella Sua fantasia e libertà non ha timore di visitare e operare nella storia anche attraverso la vita e l’azione di chi non lo conosce, come Ciro, re di Persia un re pagano, che diventa Suo strumento per liberare il popolo di Israele in esilio e permettendogli di ritornare in patria.
Vengono alla mente le parole di Gesù che, a chi gli dice di non averlo conosciuto risponde: “Ogni volta che avete fatto qualcosa a uno dei miei fratelli più piccoli “l’avete fatto a me”.
Basta avere un cuore capace di gesti, prossimità e solidarietà per essere strumenti del passaggio e della vicinanza di Dio.
Così come Gandhi, leader del movimento dell’indipendenza dell’India, fondatore della “non violenza”, una strategia di lotta che, escludendo l’uso della violenza, ha incarnato il valore evangelico della “mitezza” e della vera umiltà.
La Parola di Dio e la testimonianza di Gandhi ci invitano allora, soprattutto in questo tempo di avvento, a tenere gli occhi e il cuore aperto per riconoscere le visite del Signore proprio nelle situazioni e nelle persone che mai immagineremmo. Sì, perché lo Spirito chiede di non essere imprigionato, ma di lasciarlo libero di muoversi attraverso vie che solo occhi e cuore aperti sono in grado di riconoscere.

Lucia Monti

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AVVENTO/4: sperare con una quindicenne della Vela Rossa di Scampia

ScampiaI frutti rigogliosi della profezia che leggiamo in questa IV Domenica dell’Avvento ambrosiano (Is 4, 2-5) mi riportano alle parole turbate e tenaci di una ragazza della Vela Rossa di Scampia, scritte a mano, in stampatello e pubblicate su “Il Mattino di Napoli”, giovedì 3 ottobre 2024.
Tra i quadretti del foglio, forse strappato da un quaderno, i pensieri si diramano e si fanno spazio, forti di una consapevolezza profonda: quella di chi si accorge che la storia, la terra e i suoi abitanti, nonostante tutto, hanno in sé la potente promessa dell’Amore. 
“… Sono una ragazza delle Vele, per essere precisi della Vela Rossa…Sono della 167 di Scampia un quartiere che viene visto come degradato, sporco e con una cattiva reputazione. Ma di Scampia parlano di come appare, mai di come è e mai dei suoi abitanti che hanno un cuore d’oro.  Qui c’è molta attenzione nei confronti dei bambini che godono di attenzione e protezione e la famiglia è fondamentale. Quando qualcuno ha bisogno ci si mette a disposizione per tutto e per tutti.
La vita ha scelto per me un destino poco piacevole: tra qualche mese verrò sgomberata e per me resteranno solo i ricordi belli e brutti della nostra casa…

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AVVENTO/5: sperare con due atleti paralimpici, Giulia Terzi e Stefano Raimondi

WhatsApp Image 2024 12 15 at 06.42.19Giulia e Stefano (nella foto gentilmente concessa da loro) sono due giovani innamorati che da qualche mese sono diventati genitori di Edoardo, un bellissimo bambino e sono per me cari amici di famiglia.
La loro storia però non è conosciuta solo da chi li frequenta da vicino, ma appartiene, in un certo senso, a tutto il mondo: Giulia Terzi e Stefano Raimondi - questi i loro nomi per esteso - sono due campioni paralimpici di nuoto, che anche quest’anno a Parigi, hanno vinto parecchie medaglie nella loro specialità. 
Fin da bambina, Giulia ha esercitato lo sport a livello agonistico, nel campo della ginnastica. Poi, dopo aver subito tre interventi con importanti coinvolgimenti midollari, a causa di una pesante forma di scoliosi congenita, ha smesso di camminare. Nel 2018, all’età di 23 anni, il neurochirurgo le ha indicato il nuoto come unico sport praticabile e come rimedio per non rimanere sempre inchiodata alla carrozzina. 
Dopo un inizio forzato e poco motivato in questo campo, Giulia ha conosciuto la realtà paralimpica e vi si è appassionata tanto che, in poco tempo, è entrata a far parte della squadra nazionale paralimpica di nuoto. Quando le chiedo di raccontarmi la sua esperienza, lei mi confida che, prima del consiglio del medico, è stata importante la sua famiglia che l’ha sempre sostenuta e la sostiene tuttora, nella sua lotta e nel suo spirito agonistico.

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